La repubblica delle lettere

Tibi e Tàscia

L’autore

Saverio Strati nacque nel 1924 a Sant’Agata del Bianco (RC).
All’età di undici anni interruppe gli studi per andare a lavorare come muratore assieme al padre e li riprese quando la guerra finì.
Grazie all’aiuto finanziario di uno zio residente in America, Saverio cominciò a prendere lezioni private da alcuni professori di Catanzaro e nel 1949 si iscrisse all’Università di Messina nella facoltà di lettere. Nel 1953 si trasferì a Firenze e nel 1958 si sposò con Hildegard Fleig.

T & T

Il romanzo comincia con l’immagine della famiglia di Tàscia. Tàscia è una una ragazzina di dodici anni che vive in un paesino della Calabria. La sua famiglia vive in una situazione di miseria; infatti i suoi genitori vanno a lavorare in campagna, suo fratello maggiore, Rocco va con il padre nei campi e lei aiuta la madre nelle faccende di casa e accudisce il fratellino. Tàscia non va a scuola e trascorre le giornate giocando alle “nocciole”.
Un giorno, mentre stava giocando ed i suoi amici erano a scuola, arrivò un ragazzino che cominciò a darle fastidio ed iniziarono ad insultarsi a vicenda. Il ragazzino, Tibi, appena Tàscia si girò, le rubò le nocciole e scappò via. Quando lo incontrò gli ruppe il bomboletto e la sera la madre di Tibi chiarì con la ragazzina.
I due giovani cominciarono a passare molto tempo insieme e la loro amicizia divenne quasi amore, sognando di andare a vivere in una città.
Nel loro piccolo paesino viveva la famiglia di Don Carmine, un signore ricco e con tanti terreni.
Questo signore aveva dei parenti di Lodi che andarono a trascorrere un po’ di tempo nella casa di Don Carmine. Questa famiglia era formata dal fratello di Don Carmine, la moglie, due bambine ed un ragazzino di 14 anni, Don Michelino.
Tibi, Tàscia e gli amici, videro arrivare la macchina dei Lodigiani e cominciarono ad ammirare i loro modi di fare e la loro vettura, mai vista prima di quel giorno.
Tàscia si innamorò di Don Michelino a prima vista, Tibi se ne accorse ma fece finta di nulla e cominciò a pensare come sarebbe potuto essere sapere tante cose come quel ragazzino di Lodi.
Un loro amico, Turi, curioso com’era, salì le scale della casa di Don Carmine per vedere cosa facessero e mangiassero le persone ricche durante il pranzo; venne scoperto dalla moglie di Don Carmine che con una finta minaccia lo portò in cucina e gli diede tanto ben di Dio da mangiare.
I suoi amici dopo un po’ di tempo decisero di salire per vedere che fine avesse fatto Turi e fecero entrare e mangiare anche loro.
Tibi riuscì a fare amicizia con Don Michelino e andarono insieme alla fontana e Tàscia volle seguirli, così andò a casa per prendere il bomboletto ma era tutto pieno di acqua e così lo prese di nascosto e lo svuotò per strada.
Mentre Tàscia tornò a casa e la madre la sgridò, Tibi e Don Michelino passarono altro tempo insieme leggendo, ascoltando un concerto alla radio e parlando.
La famiglia chiese a Tibi di rimanere a cena da loro e lui uscì per andare ad avvisare la madre che lo stava cercando.
Mentre Tibi era fuori, Don Michelino convinse i suoi genitori di chiedere al nuovo amico di andare a vivere con loro a Lodi. Tibi accettò e così il suo sogno si realizzò, avrebbe avuto dei vestiti veri ed avrebbe imparato a leggere e scrivere, pur lasciandosi alle spalle la madre, gli amici e la povera Tàscia.

E’ un libro pieno di emozioni, in cui l’autore parla della sua vita prendendo la parte di Tibi e parlando anche dello zio residente in America nella parte di Don Michelino.
Questo romanzo fa capire quanto sia importante mantenere viva la speranza ed inseguire sempre i propri sogni; lo consiglio soprattutto a tutti coloro che si sono arresi, credendo che il loro obiettivo non venga mai raggiunto.

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