La repubblica delle lettere

Io non ho paura

                                                           io no ho paura 2“L’estate più calda del secolo. Quattro case sperdute nel grano. I grandi sono tappati in casa. Sei bambini, sulle loro biciclette, si avventurano nella campagna rovente e abbandonata. In mezzo a quel mare di spighe c’è un segreto pauroso, un segreto che cambierà per sempre la vita di uno di loro.”

niccolò ammaniti

Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha esordito nel 1994 con il romanzo Branchie; nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti Fango e nel 1999 il romanzo Ti prendo e ti porto via.

E’ del 2001 Io non ho paura diventato nel 2003 un film di Gabriele Salvatores.

Ha vinto la sessantunesima edizione del premio Strega nel 2007 con Come Dio comanda. Nel 2009 ha scritto Che la festa cominci e l’anno successivo Io e te. Il 29 settembre 2015 è uscito in libreria il suo nuovo romanzo Anna.

I suoi libri sono tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco, russo e polacco.

Il protagonista della storia ha solo nove anni.  Si chiama Michele Amitrano e proviene da una famiglia molto povera che vive ad Acqua Traverse, un piccolo paese dell’Italia meridionale. In un pomeriggio della calda estate del 1978, Michele e i suoi amici si sfidano e per gioco decidono di entrare in una casa abbandonata. Casualmente Michele trova una buca coperta dentro la quale era tenuto nascosto un bambino. Michele è molto spaventato, ma non racconta niente né agli amici né ai suoi genitori. Ogni giorno ritorna alla casa abbandonata e pian piano riesce a conquistare la fiducia di Filippo, così si chiama il ragazzino tenuto rinchiuso, e i due diventano amici. Un giorno confida il suo segreto all’amico Salvatore, che però lo tradisce. Per questo suo padre gli ordina di non recarsi più alla buca. Michele non accetta questo divieto e più tardi scopre anche che il padre era direttamente coinvolto in quella brutta storia; infatti proprio lui, insieme ad altri complici, aveva rapito Filippo per ottenere un riscatto. Passano i giorni e Michele torna in quel luogo, ma scopre che l’amico è stato spostato in un altro nascondiglio. Dopo una lunga ricerca, lo trova rinchiuso in una caverna. Con tanti sforzi riesce a tirarlo fuori di lì e lo convince a scappare mentre lui rimane intrappolato all’interno del nascondiglio. Proprio in quel momento arriva suo padre che era stato incaricato di andare a uccidere il prigioniero. E’ buio, il padre non lo riconosce e …. si sente uno sparo. Michele viene colpito dal proiettile ad una gamba e sviene. Quando riapre gli occhi, vede degli elicotteri e dei poliziotti. Allora urla al padre di fuggire, ma lui non lo lascia e continua a tenerlo tra le sue braccia chiedendo aiuto affinché si salvi.

Io non ho paura  “… si insinua sotto la pelle in ciascuno di noi, come una tenera pugnalata nel petto.” (Einaudi Stile libero)

Il romanzo è avvincente e ricco di emozioni. L’autore trasmette, attraverso gli occhi di un bambino, la paura legata al rapimento, la delusione per il tradimento degli adulti e soprattutto la forza dell’amicizia che darà al protagonista il coraggio necessario ad affrontare le inaspettate scelte della vita. Amicizia vera è quella che nasce tra Michele e Filippo, due perfetti sconosciuti che s’incontrano per caso. Tra di loro s’instaura un legame unico e profondo che li aiuta a “non avere paura”  di nulla pur di stare insieme. Michele dimostra  tanto coraggio nel difendere la sua amicizia e la coltiva anche contro la volontà del padre. E’ facile immedesimarsi nella triste vicenda e nelle paure del protagonista, dato che è lo stesso Michele a raccontare le sue avventure in prima persona con un linguaggio semplice e scorrevole. E’ un romanzo coinvolgente e con un finale che commuove. Lo consiglio agli adolescenti come me perché arriva dritto al cuore.

Michele convince il piccolo Filippo mezzo cieco (abbandonato in un piccolo rifugio-buco sotterraneo) ad uscire all’aria aperta in superficie. La sequenza dei due ragazzini nei campi gialli colpiti dalla luce abbagliante del sole dove Filippo si riapre alla vista e alla vita è una delle più intense e commoventi del cinema degli ultimi decenni. Film di Gabriele Salvatores.

 

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