La repubblica delle lettere

Il cacciatore di aquiloni

Progetto7“L’onda terribile della Storia

travolge le vite dei protagonisti

in un romanzo dalla forza straordinaria.”

 

Khaled Hosseini è nato a Kabul, in Afghanistan, nel 1965 e si è trasferito in seguito negli Stati Uniti, dove prima di dedicare completamente la sua vita alla scrittura ha lavorato come medico. Il suo primo romanzo, Il cacciatore di aquiloni (The Kite Runner), è stato pubblicato in Italia nel 2003 dalle Edizioni Piemme ed  è diventato un eccezionale caso editoriale internazionale, rimasto per oltre cinque anni nella bestseller list del New York Times, pubblicato in 70 paesi diversi con 23 milioni di copie vendute. Un successo replicato con il secondo ed il terzo romanzo: Mille splendidi soli (2007) – E l’eco rispose (2013), che hanno confermato Hosseini come uno fra i più letti e apprezzati autori contemporanei.

 

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita, ma per Amir, un ragazzo afgano di etnia pasthun, il passato non si può seppellire. Il passato, secondo lui, si aggrappa con i suoi lunghi artigli al presente ed è sempre pronto ad inseguirti e catturarti quando meno te lo aspetti. Sono passati più di 25 lunghi anni dal quel terribile giorno in cui Amir, a soli 12 anni, ha sentito le gambe tremare e il cuore esplodere. Quel terribile giorno in cui la vita del suo grande amico e domestico Hassan- il ragazzo di etnia hazara, col labbro leporino, il cacciatore di aquiloni- è cambiata definitivamente in un vicolo cieco e buio di Kabul. In quella gelida giornata invernale del 1975, Amir ha commesso uno sbaglio terribile. Una colpa che lo ha continuamente seguito, senza lasciargli scampo. Sgretolandolo dentro.

E cosi, quando riceve una telefonata inaspettata nella sua casa di San Francisco, dove vive ora con sua moglie, capisce di non avere scelta: deve ripartire, tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e liberarsi dai suoi mille sensi di colpa che lo hanno attanagliato per cosi troppo tempo. Amir non può più voltare le spalle al passato, nascondersi dietro i propri errori o addirittura allontanarli per dimenticarli. È  arrivato il momento di affrontarli senza esitazione.

Il viaggio che Amir compie verso la sua patria, è innanzitutto un viaggio in se stesso per rimarginare quella ferita passata che tanto lo ha segnato nell’infanzia. Ma ad attenderlo a Kabul non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C’è un mondo terribilmente triste. Un paese pieno di sofferenza e di morte. Vecchi vestiti di stracci che caracollano giù per i sentieri. Amir si sente uno straniero nel suo stesso paese. Un paese dove tutto è ormai distrutto,un paese ostile e sinistro dove ormai gli aquiloni non volano più.


Esiste un modo per tornare ad essere buoni. Non è mai troppo tardi.

Un libro indimenticabile, emozionante come pochi.

L’autore ci racconta trent’anni di storia afgana- dalla fine della monarchia all’invasione russa, dal regime dei Talebani ai giorni nostri- trasportandoci in un uragano di sentimenti. Da un lato l’amicizia che lega in modo particolare Hassan e Amir, dall’altro la tristezza, la morte, l’ingiustizia che caratterizzano un paese ormai decaduto.

Penso che lo scopo principale di questo romanzo sia di far capire a noi lettori quanto possiamo essere fortunati a vivere in una realtà come la nostra. Khaled Hosseini ci invita a non disprezzare la nostra vita, a non essere sempre scontenti di ciò che accade, perché in altre paesi, e ad altre persone, succede molto di peggio.

Particolarmente avvincente è la tecnica utilizzata dall’autore, che ci racconta gli avvenimenti in modo piuttosto cruento e schietto, rappresentando la realtà cosi com’è e coinvolgendoci, perciò, ancora di più, nel vortice delle emozioni.

Consiglio questo romanzo a tutti coloro che hanno voglia di conoscere altre realtà e sono disposti a lasciarsi toccare nell’intimo dei propri sentimenti e sensazioni.

2 Comments on “Il cacciatore di aquiloni

Lascia un commento