Extra vaganti

confessione di un malandrino

Sergej  Aleksandrovic Esenin fu un poeta russo ribelle, amante dell’alcool e della vita; vissuto nel periodo della rivoluzione russa d’Ottobre, che è la fase finale e decisiva della rivoluzione russa iniziata nel Febbraio 1917; che portò alla caduta dell’impero degli zar.

Fu marito della celebre ballerina americana Isadora Duncan, dalla quale si separò nel 1923; si ritiene che si sia suicidato impiccandosi il 28 Dicembre 1925 a San Pietroburgo.

Tra le poesie realizzate da Esenin vi è : “Confessione di un malandrino”, all’interno della quale possiamo farci un’idea sul modo di vivere e di pensare del nostro poeta; notando come voglia evidenziare questo suo legame con la sua amata patria, la sua infanzia ed i suoi ricordi.

Nei primi versi della poesia vediamo come Esenin sottolinei la sua diversità rispetto alle persone che lo circondano, per la quale viene spesso preso in giro; ed anche come sia capace  a tollerare queste ingiurie,  trasformando questa sua diversità in un senso di superiorità.

Proseguendo la lettura il poeta  evidenzia come sia malato di ricordi; rievocando quei luoghi della sua semplice infanzia a lui cari  ed anche un certo rapporto primitivo di affetto tra i suoi genitori e lui; dove si vede che è un affetto così forte e profondo, per il quale  non saranno mai capaci di comprendere di avere un “prodigio” nella composizione dei versi.

Il poeta dice anche che lui ora è un “uomo nuovo,  che veste con cilindro e scarpe verniciate; e mette in evidenza che nonostante questo  cambiamento esteriore a  seguito della sua popolarità,una volta divenuto poeta, interiormente  ancora in lui viva quel monello che si divertiva a vagare per i campi e a compiere le sue solite birichinate. Poi vediamo come l’ eccessivo abuso di alcool porti ad una visione distorta della natura,  con la  quale mostra un certo legame con la patria ed un enorme distacco dall’economia e le tecnologie moderne.

Andando avanti Esenin si focalizza su  la sua amata e lontana patria,  la sua vecchia vita da fattoria e sul suo caro e vecchio amico cane,  che era uno dei suoi più cari compagni di avventura ed anche come un fratello; con il quale condivideva il pane rubato in casa. Vediamo che i versi: “io non sono cambiato,  il cuore ed il pensiero son gli stessi,  sul tappeto magnifico dei versi voglio dirvi qualcosa che vi tocchi” simboleggiano il cuore di questa poesia; come se  la nostra poesia avesse,  in qualche modo,  sviluppo da questa strofa ; attraverso la quale vuole far trasparire come lui non sia cambiato e che il suo cuore ed ogni suo singolo pensiero siano sempre  gli stessi.

Continuando vediamo una certa solitudine evidenziata dal bisogno ,di Esenin, di gridare alla luna nella perfetta e limpida notte; il poeta negli ultimi versi mostra come voglia diventare una semplice barca a vela gialla sospinta dal dolce soffio del vento verso un paese ignoto; come se volesse in qualche modo , servendosi di questa metafora,  far capire ai suoi lettori di voler mettere fine alla sua vita,  nonostante la grande popolarità raggiunta.

 

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